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Gaza insegna:

Nella guerra fra i popoli e le nazioni i proletari sono sempre e solo le vittime, i “martiri”! Costretti a crepare o a scappare. Per loro la guerra è solo genocidio e fame.

Le borghesie decidono la guerra e la pace. Tracciano le linee di demarcazione delle loro patrie. I proletari muoiono.

La guerra la fanno i padroni che si contendono il pianeta, sempre a caccia di maggiori profitti, terre da saccheggiare e merce umana da sfruttare. La guerra la fanno i padroni quando hanno i magazzini pieni di armi da svuotare.

La guerra è un bisogno del capitale che è economia di rapina e senza di essa va in crisi e muore. La guerra è la guerra della classe che detiene la ricchezza contro chi non ha nulla. Solo le sue braccia e il bisogno di sopravvivere.

La guerra è già a casa nostra: I salari e gli stipendi falcidiati, l’inflazione che ci costringe a stringere la cinghia, gli ospedali che chiudono, le case da cui sei cacciato, le scuole che crollano, il riarmo, gli 800 miliardi di euro che serviranno a costruire le armi che distruggeranno le nostre città. Che le trasformeranno in tante Gaza.

La guerra si diserta. Non un soldo non un uomo per gli eserciti mercenari degli imperialisti, vecchi o nuovi che siano.

La guerra si sabota. Bloccando la produzione di ordigni di morte. Bloccandone il commercio e la circolazione.

In guerra – come in pace – non ci stanno governi amici, ne eserciti che possano venirci a liberare. Non ci stanno diritti, regole, patti. Ci sta solo la violenza e la ragione delle armi. Si sciopera e si scende in piazza non per invocare nuovi conflitti ma per costruire l’opposizione ai briganti che ci conducono al macello.

La solidarietà e l’empatia per chi vive gli effetti osceni e devastanti delle guerre locali, che sono solo episodi dell’immane strage che i governi delle nazioni ci stanno preparando, è il primo passo. Deve diventare opposizione cosciente e organizzata a chi vuole la guerra, la prepara, la suscita.

C’è una unica forza materiale che può fermare la guerra o cancellarla dalla storia dell’umanità:

La classe internazionale dei lavoratori che vivono dovunque la stessa condizione di sfruttamento e di oppressione; I proletari di tutti i paesi che la guerra divide e i contrapposti nazionalismi avvelenano.

PER IL PANE E PER LA PACE SI. Ma questa società, alimentata dallo sfruttamento e dalla guerra, non può garantire né il pane né una pace vera: per questo si deve rottamare.

COMITATI INTERNAZIONALISTI CONTRO LA GUERRA, PER LA GUERRA DI CLASSE

www.comitatiinternazionalisticontrolaguerra.it

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