Partigiani italiani

Ciò che ha vinto il 25 aprile del 1945, è stata la liberazione e la democrazia dei padroni, ovvero la riconferma del loro dominio di classe e della dittatura borghese sul proletariato.
I governi diretti da quegli stessi partiti che avevano guidato la resistenza, erano gli autori delle uccisioni, torture, incarcerazioni dei compagni che combattevano contro il capitale. I padroni hanno continuato a sfruttare il proletariato, come ai tempi del fascismo (che avevano messo al potere), con l’appoggio dei sindacati, e con la legittimazione della Costituzione borghese.

Pluralismo, Costituzione, democrazia non sono che uno specchietto delle allodole per sottomettere la classe lavoratrice!

Ad essi si è aggiunto l’imperialismo americano che, al pari dei nazisti, ma “democraticamente”, ha occupato il “patrio suolo”, e continuato le scorrerie di impero dominante con il beneplacito e il consenso di tutti i partiti democratici.

Poi anche i governi e le opposizioni democratiche che giurano e si riconoscono nella Costituzione padronal-borghese e che, da sempre, spingono per il riarmo e sostengono la presenza imperialista dei soldati all’estero.

Infine l’attuale governo “democratico”, mica le camicie nere, ricorre ai decreti sicurezza, non per paura
dell’opposizione parlamentare, schierata sullo stesso lato della barricata borghese, ma per mettere le mani
avanti, per soffocare sul nascere o scoraggiare ogni risposta della classe lavoratrice agli attacchi che i padroni e
loro governi le stanno portando da decenni.


Intanto i migranti continuano a morire, a finire nei lager, decimati secondo un criminale disegno che accomuna
fascismo e democrazia, quello di eliminare chi è scomodo, chi non si omologa, chi appartiene ad un’altra etnia.
L’obiettivo è quello di dividere ulteriormente la classe lavoratrice, indebolirla più di quanto non lo sia già, e
sfruttarla fino all’osso.


Nel frattempo, si materializza sempre di più la prospettiva di una guerra generalizzata, sotto la spinta di una
crisi storica del capitalismo. La guerra imperialista mondiale è, da sempre, l’unica “soluzione” che il capitale e i
suoi governi (di qualunque colore) possono dare. Che le stragi immani delle guerre siano cominciate da borghesie “democratiche” o autoritarie, la cosa non cambia: a pagare sono e saranno la classe lavoratrice, i diseredati di ogni paese.


In questo cupo scenario, la borghesia italiana fa la sua parte. Le stragi sul posto di lavoro, più frequenti che in
altri paesi “democratici” rientrano nella stessa logica con cui ci si butta nella corsa alla guerra.

La “pace” capitalista è l’altra faccia della guerra imperialista. L’una e l’altra obbediscono alla logica dello sfruttamento, della rapina, della morte che alimentano la società capitalista.

E allora, il 25 aprile, per il proletariato, per la classe degli sfruttati, non c’è nessuna vittoria da festeggiare! Ma
solo una sconfitta epocale da cui trarre insegnamento!


Contro tutte le guerre della borghesia, per la lotta di classe, per un altro mondo, senza più sfruttamento, oppressione e guerre!

Comitati Internazionalisti contro la guerra (per la guerra di classe)
WWW.COMITATIINTERNAZIONALISTICONTROLAGUERRA.IT

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